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Per il 5° anno consecutivo gli Sportelli Linguistici di Ururi e Montecilfone hanno preso parte all’evento di  fine settembre nella piccola comunità di Villa Badessa di Rosciano (PE), oasi Arbëreshe in Abruzzo.

La festa, quest’anno tenutasi il 24 Settembre, regala colori, profumi e sapori di inizio autunno.

Gli Sportelli Linguistici Arbëreshë si sentono, ormai, parte integrante della comunità Badessana, sempre molto ben accolti dall’Amministrazione comunale, dall’Associazione “Badhesa”, da padre Mircea, officiante del rito greco-ortodosso nella chiesetta dell’Assunta, dove sono riposte importanti icone sacre, dal coro della chiesa e dalla popolazione tutta, impegnata a rendere interessanti e piacevoli le diverse iniziative che allietano paesani e visitatori. Tra le tante attività, la tombolata Arbëreshe, con la partecipazione delle referenti degli Sportelli Linguistici, la degustazione di piatti realizzati con la zucca, le frittelle di mela con la cannella, lo scambio dei libri, oggetti realizzati in ferro e con foglie di granturco e l’intrattenimento di Giancarlo Ranalli e di tutta l’Associazione culturale che rendono l’atmosfera molto piacevole.

Interessante l’incontro con Gabriella Francq, dell’Associazione LEM Italia, autrice dell’ultimo lavoro su Villa Badessa, “L’oasi orientale di Villa Badessa. Identità etnica e inte(g)razione sociale”.

Gli Sportelli Linguistici hanno portato il saluto delle amministrazioni, con le quali, in particolare con quella di Ururi, si è instaurato un rapporto di amicizia e collaborazione.

Così come scritto nell’attestato donato durante i saluti istituzionali, “due comunità, stesse radici” – dy horë, një rrënj.

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La Carovana della memoria e della diversità linguistica, giunta alla sua quarta edizione (2013, 2014, 2015, 2017), ha attraversato l’Italia per incontrare alcune comunità di minoranza linguistica riconosciute e non riconosciute e condividere con loro momenti di dialogo e riflessione, eventi, ricerche e progetti.

La Carovana della memoria e della diversità linguistica è intimamente legata al progetto di Rete dei Parchi EtnoLinguistici d’Italia, che si propone di rendere accessibile al grande pubblico le straordinarie ricchezze linguistiche, culturali e antropologiche d’Italia attraverso un lavoro capillare di ricerca, partecipazione e divulgazione. 

Quasi alla fine del lungo itinerario, durato tre settimane, il 7 e 8 Settembre 2017 la Carovana della memoria e della diversità linguistica ha fatto tappa nei paesi di minoranza Arbëreshe e croata/na-našu del Molise.

Dopo  aver discusso, nel convegno di Portocannone, dell’importanza delle lingue identitarie,  della loro conservazione e dello stato di avanzamento del progetto Parchi EtnoLinguistici d’Italia, sono stati presentati due importanti lavori:

Giovanni Agresti- Silvia Pallini (a cura di) (2015), Migrazioni. Tra disagio linguistico e patrimoni culturali / Les migrations. Entre malaise linguistique et patrimoines culturels. Actes des Sixièmes Journées des Droits Linguistiques (Teramo-Giulianova-Fano Adriano-Pescara, 6-8 novembre 2012) e Gabriella Francq (2017), L’oasi orientale di Villa Badessa. Identità etnica e inte(g)razione sociale, di cui autori e curatori hanno ampiamente argomentato.

Per l’occasione, il Comune di Portocannone e gli Sportelli Linguistici dei 4 paesi di minoranza Arbëreshe hanno offerto alla Carovana, nelle persone del prof. Giovanni Agresti, linguista e docente presso l'Università  Federico II di Napoli,  e delle dott. Silvia Pallini ,e Gabriella Francq, dell’Associazione LEM-Italia, un attestato di ringraziamento bilingue e altro materiale realizzato dagli Sportelli Linguistici.

Il giorno 8 Settembre le due referenti degli Sportelli di Ururi e Montecilfone hanno seguito la Carovana nelle tre comunità croate/na-našu: Acquaviva, San Felice e Montemitro.

Nelle suddette comunità sono state effettuate delle visite guidate da parte delle referenti degli Sportelli Linguistici mentre il prof. Piccoli e don Angelo hanno inquadrato storicamente e linguisticamente i paesi e hanno contribuito ad arricchire la Carovana e i suoi seguaci di informazioni e notizie. 

 

Le referenti degli Sportelli Arbëreshë e Na-našu hanno avuto modo di discutere dell’idea di un progetto comunitario che, si spera, si possa realizzare al più presto. 

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IL 7 Settembre presso il Palazzo Manes a Portocannone alle ore 18.00 cè stata la sosta della 13^ tappa ( lingua arbëresh) della IV CAROVANA TRAMONTANA DELLA MEMORIA E DELLA DIVERSITA' LINGUISTICA.

Al loro arrivo i carovanieri sono statti accolti con entusiasmo dall'Amministrazione comunale nella persona del vice sindaco prof. Cristina Acciaro, la quale ha anche coordinato l'incontro che ha visto come relatori il prof. Giovanni Agresti, linguista e docente presso l'Università  Federico II di Napoli, il quale ha presentato e spiegato  il senso del progetto della carovana  che girovagando per buona parte dello stivale vuole andare a recuperare, documentare e cosa più importante valorizzare  parlate in disuso e lingue che rischiano di scomparire.

Le varie tappe sono poi state descritte nel dettaglio dalla dott.ssa Silvia Pallini che ha saputo cogliere per ogni luogo visitato le peculiarita' e i problemi riscontrati.

La dott.ssa Gabriella Franco ha di seguito  presentato il libro  " Migrazioni tra disagio linguistico e patrimoni culturali".

Si è proseguito con la presentazione  delle attività degli Sportelli Linguistici di Campomarimo, Montecilfone, Portocannone ed Ururi e con la consegna di attestati di partecipazione in doppia lingua.

I lavori si sono conclusi con  i saluti del Sindaco di Ururi Raffaele Primiani,  del presidente del Consiglio Comunale di Campomarino Paola Cantelmi, e del presidente dell'associazione Kamastra Maria Rosaria D'Angelo.

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Nel pomeriggio del 24 agosto presso la splendida cornice della biblioteca comunale di Portocannone , sita presso il Palazzo Manes, si è svolto il terzo incontro della manifestazione itinerante " Letture nei Borghi".

Anche a Portocannone, come era accaduto nei due precedenti incontri, l'evento si è rivelato un successo.

Numerosi ed interessati sono stati coloro che hanno partecipato, i quali, hanno avuto occasione di poter ascoltare le  favole e le  leggende scelte dalle responsabili degli Sportelli Linguistici di Montecilfone, Portocannone ed Ururi .

Un grazie particolare và senza dubbio rivolto ai " Lettori" che, non solo hanno dovuto leggere in una lingua che nella maggior parte dei casi conoscevano solo oralmente, ma che,  sono stati anche in grado di riprodurre in modo egregio, i suoni delle parole, non facendo quasi percepire al pubblico la loro inesperienza nel leggere la lingua Arbëresh.

Impegnativo è stato infatti , il lavoro di preparazione dei lettori, svolto dalle addette agli sportelli, che sono riuscite ad coinvolgere questi ragazzi i quali con molto entusiasmo hanno deciso di cimentarsi in questo progetto, dedicando ore del loro tempo libero alla lettura e allo studio di testi in lingua minoritaria per la sola voglia di imparare a riconoscere anche graficamente i suoni di una lingua che spesso parlano ma che non scrivono.

Proprio questo è stato il cardine intorno al quale ha ruotato l'organizzazione di " Letture nei Borghi" avvicinare i ragazzi e non solo,  alla lettura e alla comprensione  di testi in Arbëresh invitandoli nel contempo,  ad approfondire sempre più la conoscenza di questa meravigliosa lingua.

Il quarto e conclusivo incontro si terra' a Montecilfone.

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L'escursione del 3 settembre, presso il bosco Corundoli a Montecilfone, ha rappresentato un momento prezioso e di arricchimento culturale.

Nei pressi della "Shpea", tanto cara al sig. Toni Vincelli del gruppo speleologico di Guglionesi che ha partecipato all'escursione e che ha accennato ad un progetto esplorativo della stessa, la prof.ssa  Fernanda Pugliese ha rapito tutti con la lettura di un passo del suo romanzo "Ripeti con me" che è ambientato proprio nel bosco Corundoli.

"Zonja Tomazine" è un canto popolare arbëresh che parla di brigantaggio e dei luoghi di rifugio dei briganti. Tale doveva essere allora il bosco di Montecilfone , "një bosk i zezi, un bosco nero" , dove trovavano rifugio i briganti della zona . Nel canto si parla della "Shpea"di Corundoli, un antro aperto con un intricato percorso interno, interrotto da una uscita che secondo la tradizione orale si troverebbe in un luogo non ben identificato nella piana del fiume Biferno.

La protagonista del passo, Zonja Tomazine, segue i briganti e trova rifugio appunto nel bosco di Montecilfone, dove "Kezen, kezen e ndhe shihiet ju, sa kezen mir/ balla, balla e se vedeste voi quanto bene balla".

Proprio per  omaggiare il bosco Corundoli, prezioso non solo per il suo alto valore naturalistico ma anche culturale, è stato prodotto un documento, una "Besa" con la quale ci si impegna a preservarne autenticità e bellezza.

 Duaj mir  Pyllën  a Kurunus ashtù si isht dhe  lej  si a gjen

 ( Ama il bosco di Corundoli così com’è e lascialo come lo trovi)

 1. MOS  STRUJO’  NATYRËN ,  QEI RËSPEKT

 ( Non distruggere la natura, porta rispetto)

 2. RRI QETU

 ( Fai silenzio)

 3. SHKO KU JAN  SHTEGËT

 (Segui i sentieri)

 4. MOS LÉ SINJE  KU SHKON

 ( Non lasciare tracce dopo il tuo passaggio)

 5. MOS  ZËH ZIARME   

 (Non accendere fuochi)

 6. KURUNUS  MOS I  VIDH  T Ë MIRËT  DHE BUKURIT 

 ( A Corundoli  non rubare il buono e le bellezze)

 Kurunua isht gjah shpia yote

 (Corundoli è come la tua casa)

 

 

 

Sportello Linguistico

Lo Sportello Linguistico Regionale(SLR) per le minoranze linguistiche storiche del Molise, nasce per tutelare le comunità di lingua e cultura Arberesche;  (Campomarino-Motecilfone-Portocannone-Ururi) e quelle di lingua e cultura Croata (Acquaviva Collecroce-Montemitro-San Felice del Molise)