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"DESCRIVERE L'INVISIBILE" è  tema del terzo concorso letterario del Centro Diurno, l'associazione che opera presso il dipartimento della salute mentale.

Il tema dell'invisibile, rappresentato dal sogno, l'argomento su cui verteranno le composizioni degli artisti e di quanti vorranno dedicare il loro tempo ad una riflessione bella e delicata.

Con il Centro diurno, collabora, in questa iniziativa, La casa del Libro, la redazione della Rivista Kamastra e gli  Sportelli Linguistici.

La novità, per questa edizione, è che sono attese composizioni in lingua arbëreshe e croato molisano.

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Il 20 Settembre 2018 Montecilfone ha ricevuto la visita informale di Gerarta Zheji Ballo, Ministro degli Affari Esteri e console albanese in Italia. L’incontro è avvenuto nelle nuove sedi comunali ed è stata l’occasione per far conoscere le attività dello Sportello volte alla tutela e salvaguardia della lingua minoritaria e come auspicio per instaurare future collaborazioni.

Successivamente all’incontro presso la sede comunale, le sportelliste hanno guidato l’ospite, accompagnata da Mario Massaro di Chieuti, alla scoperta del centro storico della comunità Arbëreshe.

Le addette allo Sportello hanno altresì realizzato una pergamena bilingue in ricordo della visita e hanno donato  materiale realizzato dagli Sportelli.

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In data 5 Agosto 2018 , in occasione del passaggio della carovana “Cammina Molise” a Montecilfone, le addette allo Sportello Linguistico Arbëresh, Pinuccia Campofredano e Candida Stellato,  hanno allestito una mostra sotto l’arco affrescato in piazza Skanderbeg per far conoscere la cultura e le tradizioni della comunità.

Nello specifico, è stato messo a disposizione dei camminatori materiale informativo prodotto dagli Sportelli Arbëreshë negli anni, che le addette hanno opportunamente illustrato.

L’occasione è stata anche motivo per celebrare il memoriale dei 550 anni dalla morte di Giorgio Skanderbeg mediante la deposizione di una corona di alloro sul busto posto in piazza Skanderbeg da parte del Sindaco Franco Pallotta, grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Equites Sancti Millenni, presenziata da figuranti vestiti con abiti a tema storico.

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Questa selezione di favole arbëreshë di Portocannone è stata raccolta e compilata con la traduzione italiana reperendo, con approfondite ricerche, quanto offerto dalla produzione letteraria presente nella biblioteca del Comune e pubblicata in maniera tale da poter essere fruibile ed accessibile a tutti.

 

Infatti lo scopo principale di quest'idea è stimolare chi legge i racconti ad iniziare ed approfondire un percorso di riscoperta dell'identità del nostro territorio anche attraverso la lettura. La produzione letteraria infatti è lo strumento con cui da secoli gli esseri umani affidano i propri pensieri, racconti o sensazioni alle generazioni future e il suo valore aumenta se essa può essere espressa nella lingua di minoranza. La presente raccolta di favole arbërëshe di Portocannone non ha altra pretesa che di essere un semplice saggio di quella letteratura orale italo-albanese che per cinque secoli si è conservata.

 

Il tratto più rilevante dei racconti è che rivelano gli aspetti del patrimonio espressivo tramandato di bocca in bocca e quindi si evince la necessità di salvare tale patrimonio linguistico, attraverso lo studio e la valorizzazione della nostra lingua posta a tutela.

 

Le favole nascondono tesori lessicali e fraseologici di eccezionale importanza per la conservazione dell’antica lingua: non si può concepire la lingua arbërëshe senza conoscere almeno una parte dei racconti che i nostri antenati narravano davanti al focolare nelle lunghe sere invernali.

 

Molte sono le favole arbërëshë, ma in questa piccola raccolta sono state predilette solo alcune, soprattutto quelle che hanno come protagonisti gli animali sullo sfondo moraleggiante, tipico della novellistica popolare ma rielaborato e riadattato a quella che era la società arbërëshe, dove importante era l’orgoglio, l’onore, caratteristica comune a tutta la stirpe albanese. Naturalmente questo progetto dovrà essere in continua evoluzione poiché l’elenco delle leggende e dei racconti può (e deve) essere costantemente aggiornato, poiché sarebbe efficace per gli insegnanti negli approfondimenti ed attività in classe ed essere un buon mezzo utilizzabile dalle famiglie per tramandare, sotto forma di fiaba, alcuni forme, linguistiche e di contenuto, del patrimonio culturale arbërëshë.

 

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Anche quest'anno lo Sportello Linguistico del Comune di Portocannone, in seno alle attività di valorizzazione della lingua posta a tutela che il suddetto Sportello si propone di portare avanti, ha attivato il corso di lingua arbëreshe “Lomi me gjuhën arbëreshe – Giochiamo con la lingua arbëreshe”, presso la Scuola dell'Infanzia, autorizzato dal dirigente scolastico, nonché vicesindaco, prof.ssa Cristina Acciaro.

 

Si è partiti dal presupposto che Il cervello di un bambino piccolo non conosce le differenze tra lingue prestigiose, lingue di minoranza e dialetti: è la coesistenza di più di una lingua nel cervello che potenzialmente dà questi vantaggi, quindi tutte le lingue – che siano di prestigio, di immigrazione, o di minoranza – sono risorse linguistiche e cognitive, oltre che sociali e culturali.

 

Il bilinguismo infantile può veramente essere considerato una forma di investimento a lungo termine assieme ad interventi che lo orientino all’apprendimento.

 

L’obiettivo principale è la promozione della cultura del bilinguismo italiano/arbëresh e la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario della comunità locale, attraverso un uso della lingua di minoranza reinterpretata secondo una visione ludica più adatta ai bimbi di cinque anni.

 

Il corso prevede lezioni e lavoro di gruppo, con l’ausilio di materiale guida predisposto, e mira ad una graduale introduzione della lingua arbëreshe tra i piccoli allievi. Partendo dai rudimenti dell'arbëresh, come prevede l’insegnamento di ogni lingua, il corso farà entrare i bimbi a contatto con parole di uso quotidiano (colori, momenti del giorno, frutta, animali, mesi…), con espressioni quali il modo di presentarsi, di contare, di chiedere un’informazione, mirando ad una padronanza della lingua che consenta loro di avere un vantaggio linguistico e mentale e nella convinzione che tutte le lingue – che siano di prestigio, di immigrazione, o di minoranza – sono risorse linguistiche e cognitive, oltre che sociali e culturali.

 

Inoltre la finalità del corso è promuovere la lingua e la cultura arbëreshe dando ai bambini albanofoni e alle loro famiglie l’opportunità di mantenere viva la propria identità linguistica e culturale, di accrescere la propria autonomia sviluppando le proprie competenze e nel contempo dando ai bambini non albanofoni e alle loro famiglie l’opportunità di conoscere la lingua e la cultura arbëreshe, accogliendo e valorizzando l'enorme patrimonio linguistico e culturale appartenente alla nostra comunità favorendo la crescita delle loro competenze.

 



 

Sportello Linguistico

Lo Sportello Linguistico Regionale(SLR) per le minoranze linguistiche storiche del Molise, nasce per tutelare le comunità di lingua e cultura Arberesche;  (Campomarino-Motecilfone-Portocannone-Ururi) e quelle di lingua e cultura Croata (Acquaviva Collecroce-Montemitro-San Felice del Molise)